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Ruth Wilson Gilmore

Ruth Wilson Gilmore

Ruth Wilson Gilmore, accademica e attivista, ha inventato la geografia carceraria che esamina le relazioni tra paesaggio, risorse naturali, economia politica, infrastrutture, incarcerazione, ingabbiamento e controllo.

Ha tenuto lezioni in Africa, Asia, Europa e Nord America e fa parte del Comitato Esecutivo dell’Institute for Research on the African Diaspora in the Americas and the Caribbean.

Insegna Scienze della Terra e Ambientali e Studi Americani alla City University di New York, ateneo di cui è direttrice del Center for Place, Culture, and Politics.

I perni su cui ruota il suo lavoro sono il capitalismo razziale, il complesso industriale carcerario e le geografie dell’abolizione.

Nel 2020 ha ricevuto il Lifetime Achievement Award dall’American Association of Geographers e il Lannan Foundation Lifetime Cultural Freedom Prize condiviso con Angela Davis.

Nata il 2 aprile 1950 a New Haven, in Connecticut, è figlia e nipote di sindacalisti.

La sua militanza è iniziata nel campus universitario, nel 1968. Studiava allo Swarthmore College quando, insieme ad altri studenti e studentesse come Fania Davis, sorella minore di Angela Davis, ha occupato l’ufficio ammissioni per convincere l’amministrazione ad ammettere più persone nere.

Laureata a Yale ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Rutgers University in geografia economica e teoria sociale.

Era professoressa associata a Berkeley alla fine degli anni Ottanta quando ha iniziato a lavorare sul concetto di geografia carceraria.

Ha contribuito alla fondazione di diverse organizzazioni per la giustizia sociale come il California Prison Moratorium Project, la Critical Resistance insieme a Angela Davis e il Californians United for a Responsible Budget.

Il suo libro Golden Gulag: Prisons, Surplus, Crisis, and Opposition in Globalizing Californianel 2008 ha ricevuto il Lora Romero First Book Publication Prize dall’American Studies Association.

Altri suoi lavori sono Race & ClassThe Professional GeographerSocial JusticeGlobal Lockdown: Race, Gender, and the Prison Industrial Complex e l’antologia critica The Revolution Will Not Be Funded: Beyond the Non-Profit Industrial Complex, curata dal collettivo Incite!. Gli ultimi progetti includono Change Everything: Racial Capitalism and the Case for Abolition, Abolition Geography e una raccolta di scritti di Stuart Hall su razza e differenza (curata con Paul Gilroy).

Nel 2011 è stata l’oratrice principale alla conferenza annuale della National Women’s Studies Association di Atlanta.

Numerose le onorificenze ricevute per il suo lavoro e impegno di insegnante e attivista contro razzismo, disuguaglianze e differenze.

Nel 2012, ha vinto il Premio Angela Y. Davis conferitole dall’American Studies Association per il suo contributo all’educazione pubblica e l’apporto creativo e pratico nell’affrontare le diseguaglianze e le politiche sociali. Nel 2014 è stata insignita col premio Harold M. Rose per la ricerca e la pratica antirazzista dall’Associazione dei geografi americani.

Nel 2020 è stata nominata da Prospect tra le dieci più importanti intellettuali nell’era del COVID, con la seguente motivazione “Ha trascorso 30 anni a sviluppare la geografia carceraria e contribuito a spostare il dibattito sulle risposte al crimine dalla punizione alla riabilitazione. Mentre i fallimenti del sistema giudiziario statunitense tornano alla ribalta, le sue idee radicali non sono mai state così rilevanti”.

Nel 2021 è entrata a far parte dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze e l’anno seguente ha ricevuto il Marguerite Casey Freedom Scholar Prize 2022.

Il documentario Antipode Racial Capitalism presenta il suo lavoro internazionalista.

Con il suo prezioso lavoro, Ruth Wilson Gilmore getta le basi per una nuova generazione di attivismo sociale e creativo.

Il suo concetto di abolizione è una visione per creare un mondo in cui prigioni e forze dell’ordine diventino inutili e impensabili. Il punto di partenza da cui costruire e attorno a cui orientare la collettività sulla vulnerabilità e una ricetta per realizzare una profonda e reale fioritura dell’umanità.

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